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- IL CONVENTO -

Luogo: CONVENTO DI SAN PASQUALE (o del SS SALVATORE).

Data e ora: 30 giugno 2012, 17:30 (ora italiana).

Facilità di arrivo: abbastanza facile: è più difficile spiegare come raggiungerlo che farlo.

Facilità di parcheggio: molto facile.

 

PERCHE' QUI: Ci siamo saliti per caso, dietro suggerimento dello chef del Castello, il mitico Biagio Federico, e siamo rimasti affascinati dal parorama, dalla conservazione della struttura e dagli interni, dalla bellezza complessiva del luogo, nonchè dall'atmosfera di intimità e cura che si respira qui. Secondo noi farà lo stesso effetto a voi...

Qualche notizia sul Convento

Il convento del SS. Salvatore sorge a mezza costa sulle pendici del monte Erbario. Non se ne conosce la data di fondazione: d’altra parte, la vicinanza con l’epicentro del grande sisma matesino del 1456 non lascia ipotizzare che, qualora preesistesse un edificio monastico, questo possa essere scampato alla totale distruzione data la violenza eccezionale del sisma. Inoltre, la presenza del titolo (Salvatore, caro ai Longobardi) induce a supporre l'antichità del luogo di culto almeno alla tarda età longobarda. La chiesetta aveva (1685) diverse cappelle laterali, sull’arco di accesso ad una delle quali, sorta, per opera del confratello Petrus Molella, sotto re Ferdinando e Giovanni Monsorio barone di Faicchio si leggeva la data del 1493 (erroneamente riportata come 1443 nella Visita del 1685: ma Ferdinando I fu re di Napoli dal 1458 al ‘94). La dedica attesta, inoltre, la presenza francescana dell’Ordine dei Predicatori almeno da quella data. Nel corso del secolo XVII furono aggiunte le cappelle dedicate a san Ciro e a san Pasquale Baylon, titolo sotto il quale il convento ancora oggi è conosciuto localmente, ma il convento era già in decadenza (la visita parla di stanze per l’eremita). Successivamente all’altro grande terremoto del Matese (1688), la chiesa ebbe la bella sagrestia e la modifica del coro. Dal 1751 passò agli Alcantarini, altro ramo della famiglia francescana. Danneggiata nella Seconda Guerra Mondiale, la chiesa è stata riaperta al culto nel 1984. La facciata, a timpano in piperno, ospita l’unico portale, tra una doppia coppia di semplici lesene in stucco. Sulla sinistra è l’ingresso al convento, con un protiro ad arco su mensole calcaree della seconda metà del sec. XV, che immette nel piccolo chiostro porticato su archi. La chiesa, a navata unica, con cappelle laterali comunicanti, conserva la struttura settecentesca, appena appesantita dal restauro ottocentesco. Ha un cassettonato ligneo dorato (sec. XIX) in cui è collocata la tela del “Redentore con la Vergine” (sec. XVII). Alle pareti laterali tra le finestre è un bel ciclo di affreschi (forse databile agli anni intorno al 1726, data di consacrazione della struttura) con due riquadri sull’invenzione della vera Croce, alternate agli Apostoli e alle cornici delle finestre, elegantemente dipinte in trompe l’oil. Il catino absidale conserva un affresco molto deperito, in parte ridipinto, con l’Assunzione di Maria nella gloria dei santi. Sull’altare maggiore è ciò che resta di un Calvario in parte dipinto ed in parte scolpito. Di grande bellezza la statua settecentesca di san Pasquale. L’organo positivo, settecentesco, fu rifatto nella seconda metà dell’800.

L'interno della chiesa è tipicamente barocco, con affreschi settecenteschi incorniciati da stucchi dorati. Il soffitto a cassettoni ripete i colori e i motivi delle pareti. La via crucis è in ceramica di Cerreto Sannita come alcuni frammenti antichi inseriti nel pavimento della sacrestia. Da quest'ultima si accede alla parte più antica del complesso costituita dalle cappelle di Santa Barbara, Santa Caterina, Sant'Apollonia e Santa Marta. Sono da vedere il chiostro ed il cenacolo, nonché tutta la struttura del convento.

fonti: Wikipedia e http://trionfo.altervista.org/Monumenti/faicchiosalv.htm